Wladimiro Tomaino

Sud

Non raccontarmi, amico,
il lugubre rosario di morti
che insanguina i giardini
dove la zagara arrossisce
del suo ingenuo profumo.
Non dirmi dell’indifferenza
tessuta sui telai di questa
storia d’oggi, del sapore
del pianto nascosto fra le pieghe
di risa non meritate.
Noi siamo ancora qui,
chiodi conficcati nelle zolle,
muschio attaccato al tronco,
qui dove il carrubo narra
di fantasmi, dove la notte
è un’isola di pietre e le parole
spine strappate a un’agave
che non vuol fiorire.
Dovremmo dimenticare troppe cose
per staccare le mani
da questo cancello ad alta tensione.
E invece siamo un groviglio
di memorie, uomini che non hanno
ammainato ancora la bandiera.

IV edizione anno 2004