Valentina Pardini

L’autunno dalla finestra

La siepe è ormai rossa.
Il sole stanco, con i suoi raggi,
filtra tra i rami dell’ormai vecchio ulivo
e descrive sul muro giallastro,
forme rotondeggianti e allungate;
a riprendere il colore della stagione
è un pettirosso,
posato su di un ramo della siepe.
Ignorandomi,
canticchia felicemente una melodia,
che sembra descrivere
il mulinellare delle foglie.
I fiori salutano per un’ultima volta
i loro petali, che,
una volta depositati sul terreno,
aspettano il vento,
che li trasporterà, ormai senza vita,
in un mondo a loro sconosciuto.

anni 12
I edizione anno 2000

 

La nonna
Corpo delimitato
da lineamenti imperfetti.
Viso rugoso,
conforme
a una montagna a strapiombo sul mare,
dipinta da un pittore impressionista.
Occhi nitidi e cerulei,
che si aprono al passato.
Bocca scarlatta e lucida,
che è intenta a consumare la vita,
come la sigaretta che tiene fra le labbra screpolate.
Capelli color fumo,
riuniti in uno chignon tenuto saldo
da forcelle nere corrose dall’usura.
Cuore intaccato,
da un amore reciproco e antico.
Luce di una candela vicina al termine,
ma che ancora emana calore.

anni 13
II edizione anno 2001

 

Burrasca

Come il mare
che sbatte tormentoso
contro gli scogli,
i tuoi sogni
si infrangono
contro muri di solitudine.
Si aprono sfaldature
nella tua serenità,
come crepe in un soffitto ingiallito.
Esplosioni di pensieri
aumentano l’instabilità dei sensi.
Voglia di stropicciare,
di rompere,
di urlare.
Voglia di vuotare la mente
dalla zavorra
di ingiustizia e falsità…
Voglia di pace.
Voglia di un cuscino morbido
dove riposare
per scacciare l’incubo della rabbia.

anni 14
III edizione anno 2002

 

Tu

Tu sei il sussurro,
come musica nel mio cuore,
negli attimi silenziosi
rimembranti di dolci sguardi.
E il mio pensiero
ricade sui tuoi occhi;
occhi bruni,
come una castagna,
dal sapore zuccherino
danzante sulla brace
al ritmo incalzante
del crepitio
delle lingue di fuoco del camino.
E ricordo la vaniglia
dei tuoi capelli
con lo stesso riflesso delle messi,
supine sotto i raggi del sole
cocente d’Agosto.
Il ronzio dell’ape,
risuonante nelle incurvature
delle foglie di un roseto in boccio,
si rispecchia
nell’armoniosa cadenza della tua voce.
La tua pelle,
dolcemente liscia,
ricorda l’aroma della crema di latte.
E le mie mani,
desiderano essere nelle tue.
E il mio cuore,
come un bambino
che nel sonno cerca il tepore
del seno materno,
vuole sognare
l’incanto del tuo sorriso
spandersi su tutto il mio corpo.

anni 16
IV edizione anno 2004