Umberto Druschovic

Il pane della terra

Ricordo il rumore degli zoccoli
nelle sere d’inverno
quel battere duro sulle lose della soglia
tu che rientravi dalla stalla.
La porta cigolava
ad annunciare il tuo sorriso.
E’ papà, pensavo io, china sui quaderni,
quelli di allora, con la copertina nera.
Poi ti fermavi
sul lungo sguardo della mamma
senza parole, e nell’azzurro dei suoi occhi
riversavi un cielo ebbro
di fatica e di pensieri.
E lei era speranza. Lei era vento.
Accanto alla stufa
prendevi me bambina
sulle ginocchia stanche
e com’era duro il pane quotidiano
a romperlo coi denti
ma non immaginavo allora
quanto lo fosse per te
strapparlo dalla terra
Come di marzo
la neve sui muri a secco
le tue mani scioglievano stagioni.
Colpi di vanga, rosario di preghiera,
ma il cielo era troppo in alto
per la tua fronte sempre china
a sgranare giorni sulle dure zolle
di questa terra secca e avara.

VI edizione anno 2008