Tino Traina

Antica Sera

Qui dove sono e come sono quanti
prima di me sono passati! Padre
non s’è dispersa dopo tanto tempo
la fioca luce del fanale, ancora
guardano ammutolite le cicale
la tua stazione in mezzo alle campagne,
i treni annuvolati nei vapori.
E questo vento che ogni tanto scende
dalla città con le finestre accese
reca la tua canzone che fischiavi
le lunghe note sui tuoi passi lenti.
Tu non sapevi chiuso nella stanza
aspettarti il mio sonno adolescente,
com’era chiara questa ghiaia che sale
la collinetta con le scale e in cima
la porta col battente!

V edizione anno 20o6

 

Un passo indietro

Non più di qualche ciottolo riverso,
qualche pianta confusa lungo il ciglio
d’un promontorio, qualche suono inutile
al richiamo che cerca, forse uccelli
o la porta che cigola nel vecchio
casolare perduto tra le foglie
e un carro vuoto,
non più di questo s’apre dal cancello.
Eppure provo nel passarlo un certo
senso che inquieta il profilo dei monti,
una vuota vertigine dal fondo
di questa valle che ho sempre veduto
e si ferma soltanto se ritorno
col respiro affannoso un passo indietro,
al desolato
giro consunto delle cose intorno.

VI edizione anno 2008