Sergio Ghio

Il mare (di Spiriti)
Cavalli bianchi nella prateria azzurra
e nei giorni di libeccio
dalla sabbia di Libia fin sotto le mura.
Sale, pini e colpi di martello sulle onde.
Santuario di Spiriti su un tronco
con chiodi di ferro alla deriva.
Con quel tronco hanno costruito la casa
del mio sostegno, intonato con quello
speciale dorato sacro.
Con quel tronco tu possa approdare
a una spiaggia sabbiosa e lieta
come la vide chi restava disteso
tra l’erba e il biancospino.
Così il sole penetra nelle nuvole
e dove non manca l’eucalipto
come pure il pioppo
e il suo modo di suonare.
Così gli occhi restano sotto le stelle
che cantano, e a guardia della vigna.
Ognuno sotto il suo “albero”
o con l’odore delle pigne che ardono.
Così i vecchi dicono che è il mare
in inverno, come preludio si sa,
quando sono in attesa dell’alba
e il giorno è di un colore intermedio
e c’è un ribollio degli Spiriti vecchi.

I edizione anno 2000