Rosa Spera

Il tempo dei papaveri

Fiero solcavi campi di vento
rinverdendo sterpaglie aduste
svettanti su cigli di pietra,
percorrevi tacito sentieri sghembi
flesso dalla consunta bisaccia
traboccante spighe ardenti di sole
e azzurrati specchi di cielo.
Ritornavi al fiorir del tramonto
appagando la mia fervida attesa
di un’immagine che sapeva di rondine,
mi portavi profumi di viti,
di erba fresca cresciuta a tappeto
su distese rigogliose di ulivi.
Io, bambina, vestita di sogni
e tu, nonno, proteso a raccogliere
i frutti di residue stagioni,
nel tuo cuore cantavano i merli
melodie che scioglievi in sorrisi
misti a sguardi intessuti d’amore.
Mi accarezza quel lontano sentire,
cirro acceso che riscalda i miei giorni
infiammando i colori dell’iride,
era il tempo dei papaveri in fiore
quando l’anima, come arpa di luce,
intonava concerti di vita
ignorando la falce che miete illusioni.

III edizione anno 2002