Nicola Cesaro

Semplicità introspettiva

“Ho delimitato la ricerca alla sola zona del sentimento, sperimentando che il
punto che colpisco con una nota all’interno, risuona esattamente nello stesso
punto all’esterno di chi ascolta “
Umidità in gocce di rugiada intorno a me
estratti di biancospino a sopperirne l’inquietudine.
Carichi di letame arrancano su cigli dissestati.
Pestavo steli con dovuta autorità.
Sentimenti opposti intrappolano il mio io.
Non può naufragare nel mare d’erba né
tanto meno salire al cielo come aquilone.
Il fetore nauseabondo è duro guardiano del mio animo.
Anacoreti, anacoreti, qual è il vostro grado di assenza?
Ma soprattutto, siete consapevoli di ciò a cui tendete?
Leggevo di Andrew Wiles: geniale.
Hai risolto veramente qualcosa?
In pochi minuti il verde si rialzerà
dal duro calpestare dei miei passi.
Le feci invece scorreranno su pneumatici
incauti nel loro incedere sulla scia del camion.
Mio nonno gradiva parlare con me
e offrirmi ironicamente i suoi sigari.
Cominciai a fumare a tredici anni,
smisi a ventuno.
Anacoreti, anacoreti, riuscite davvero a raggiungere il silenzio?
La mente non vi passa immagini di sesso?
Complicato Sir Thomas Eliot,
sui banchi di scuola qualcuno ti capisce ancora?
Don Abbondio, prega per noi.

IV edizione anno 2004