Maria Rosa Gelli

Quando teneramente guardo il cielo

Avevo già baciato quando ti incontrai
eppure mi sembrò di non avere mai incontrato labbra d’uomo.
Tra le tue braccia, per la prima volta,
scoprii il linguaggio dell’amore.
Ci rincorremmo per lunghe estati
prendendoci e lasciandoci nel giro di un tramonto
sulle spiagge mediterranee e sulle cime innevate,
in città nebbiose, solari, sconosciute, note
sempre aspirando a quel qualcosa che, sentimmo subito,
ci avrebbe resi troppo felici per non lottare.
Lasciando i nostri sogni di tardivi adolescenti
entrammo nella vita.
Ci guardammo negli occhi, innamorati.
Pochi istanti.
Poi la vita fu crudele.
Lottammo insieme
e il nostro amore non fu solo passione.
Fu vita contro la morte
fu coraggio, incoscienza e ancora felicità.
Fu forza, la forza della farfalla
che vive un solo giorno,
la forza dell’albero che colpito dal fulmine
svetta ancora sereno sulla cima,
la forza di una vita senza più futuro
che credeva nel domani.
Te ne andasti, silenziosamente, in un giorno d’ottobre
quando le foglie si tingono di rosso…..
E continuo a camminare sulle tue strade
e continuo a nutrirmi del tuo amore
e continuo a sognare il tuo sorriso
quando teneramente guardo il cielo.

V edizione anno 2006