Maria Gervasi

Speranza

La foglia? Fa al caso mio.
È di un verde intenso,
un poco appuntita,
di vago e pungente profumo.
Inconfondibile.
Il sole? Fa al caso mio.
Domina il cielo, rovente.
Ti brucia gli occhi e lo sguardo,
se lo sfidi troppo;
ma dona la vita a noi tutti.
Inimitabile.
Il mare? Fa al caso mio.
Ti tocca nel fondo dell’anima
col suo muggito ondulato.
Immenso, nel suo inquieto mistero.
Inenarrabile.
Il bimbo? Fa al caso mio.
Ti perdi nel suo sorriso sdentato
e nei suoi occhi sognanti,
un poco distanti, a mezzo tra il grembo e il futuro.
Irraggiungibile.
Un quadro, una statua, un palazzo?
Un poema, una danza, una musica?
Una scoperta scientifica,
una vitale invenzione?
Fanno tutti al mio caso, sapete …
Segni d’intelligenza creativa,
d’incomparabil bellezza,
di distinzione divina.
Ineguagliabili.
E tutto questo, mi dite,
può esser mutato e stravolto?
Clonato, deviato, sconvolto,
alterato nell’intima essenza?
Violato da immane violenza?
No, mi rifiuto, lo nego,
oppongo la mia resistenza.
Pallide immagini, squallide parvenze del vero,
ybris suprema contro creature e creato…
Alberga follia, sulla Terra?
Riscatto si può, tuttavia.
C’è il riscatto del genio e del santo,
e poi c’è quello che può esser di tutti,
purché lo si voglia,
fatto di gesti minuscoli, e grandi,
di parole prive di orpelli,
dirette e sincere, ma belle;
di scelte essenziali,
di vigile impegno, e costante.
Per ridar credito al mondo
ci vuole il rigore
di una mente affilata,
ci vuole il lindore
di un’anima giusta.
Ci vuole il volersi e il voler bene .
Ci vuole il credere nella speranza.

II edizione anno 2001