Manuela Giovannelli

Silvia

Silvia cammina contro il vento,
il suo passo è svelto e silenzioso.
Può stare via un mese o un anno,
ma sempre riappare
con lo zaino in spalla.
E’ triste o sorride.
Si regala o sta sola,
quello che fa lo paga da sé.
Silvia è marrone sulla terra
e nera nella notte.
Silvia non ha paura
né delle ombre né dei ladri
può diventare lei stessa
o ombra o ladra
o qualsiasi altra cosa.

I edizione anno 2000

 

Binario

La vista della ferrovia
mi evoca dolci ricordi.
Il treno portava a spasso i miei sogni,
mentre il mio mondo era circoscritto
dalla siepe di mortella.
Sedevo per terra,
quando il passaggio a livello chiudeva,
le spalle appoggiate alla capanna
le braccia intorno ai ginocchi sbucciati,
chiusa nel mio silenzio caparbio,
aspettavo lo sfrecciare della locomotiva.
Il rumore si disperdeva nella lontananza.
Pensavo alle persone
intraviste per un attimo dai finestrini.
Mi alzavo e salivo il poggio,
saltavo da una traversina all’altra
o mantenevo l’equilibrio sulle verghe
le braccia alzate come per volare.
Potevo pensare o raccogliere sassi lucenti,
era impossibile perdermi
in lontananza vedevo casa mia.

II edizione anno 2001