Luciano Recchiuti

Dormi?

Ho fretta, stamattina,
lesto a levarmi dal letto,
contando le ore che mi separano dalla strada.
Tu sei immobile, sul cuscino e nel mio cuore,
e non ti parlo, e non ti sento, vorrei chiederti: “ Dormi?”,
per vedere il tuo occhio sbiadire nel risveglio,
spegnersi nella fase che, piano, ti riporta al sonno,
senza parole, senza risposta, senza nulla.
Non lo farò, non ho voglia di farlo,
né ricorderò i tuoi appuntamenti, i tuoi impegni,
che ora sono persi nell’oblio del sonno.
Il tuo corpo che cambia postura, frasi sconnesse
pronunziate da te, nulla è cambiato.
Mentre cadono i pudori della coscienza,
è così che ti mostri, punta di zanzare
che rimpiangono la loro squallida vita,
l’occhio socchiuso in un risveglio lontano,
i capelli appena ieri segnati dal phon,
mascara come rugiada mattutina.
Il rumore della porta che chiudo ti sveglia,
e di lontano, sulle scale, mi sembra
sentire la tua voce, il tuo “Ciao, dove vai,
volevo dirti che…”
Forse lo dirai al ritorno, in una nuova ora,
in una nuova coscienza, in un nuovo essere,
che ci vedrà uniti, ancora qui, sotto un tetto
ogni giorno più caldo e pesante, con le piante
che sfioriscono sul davanzale, da due giorni
assetate d’acqua e d’amore.

IV edizione anno 2004