Lino Di Maio

Milano d’altri tempi Corso Lodi

Il tram si ferma,
lo scalpiccio sulle foglie.
Il portone,
l’androne,
la vetrata liberty è lì,
volute e trasparenze
di vetri colorati.
Le scale ampie, sonore.
Salgo e respiro
l’odor di gatto,
Cecio è passato di qui.
- Zia, posso giocare con te? -
Mi perdo nel fiume,
dentro al grande quadro,
nel fruscio di carta ritagliata.
- Ora andiamo, in latteria,
poi, sù dalla modista. -
Milano è lì,
che mi aspetta,
tra gli spilli
e un cappellino.

I edizione anno 2000