Giovanna Bono Marchetti

Su questa sponda

Non è gioia di vivere, Baìa
non è vacanza, dice il missionario
che bambini di rua e umbù* bisticciano
per il boccone nella spazzatura
e l’altro dice non esiste casa,
s’ammassano a decine nel tugurio,
la milizia coglie a mitragliate
le minibande a Lima o altrove e questo
è appena un cenno a pizzicare corde
vibranti sul momento. Che in Centrafrica
non hanno acqua e bevono urina.
Ma tu – Su questa sponda – dici – so chi ha fame,
chi abbandonato vive una pudica
realtà di stenti, so d’una miseria
anche più nera dietro le facciate.
Entrare è impresa sempre disperata
se non vuoi comprometterti, se manca
il coraggio d’imbrattarti le vesti.
È questa vigna vasta quasi gerbida,
come qualsiasi altra di missione,
terra da coltivare spesso atroce
quanto quel grumo che chiamiamo cuore.
E mi ricordi che il tutto è in ogni parte,
l’inferno ovunque, come il paradiso.
*umbu: avvoltoi neri

VI edizione anno 2006