Giacomo Bini

Il profumo antico dei fiori

Per noi
dagli occhi spalancati nel buio
Madre gettavi il tuo sangue
luce d’arcobaleno sul nostro risveglio.
Illuminavi così la stanza
posta nel luogo più calmo della casa
nascosto nell’ombra viva di te stessa.
Sentivamo germogliare amore
dalle croste dure di pane
che in silenzio masticavi adagio
per alimentarci col nido rosso della bocca.
Sapevamo che dopo correvi nei campi
vicino alla spiga
che curva nel lavoro tramutavi
per noi dura fatica in oro.
Quanti rumori ci giungevano
nel tuo respiro
nei rari riposi Madre.
Ma attraverso i tuoi pori
dilatati all’abbraccio dell’aria
sentivamo solo l’odore di terra
il profumo antico dei fiori.
Eri per noi Stella Polare
eri parola, poesia, il nostro canto:
Il sabato del riposo
la nostra Messa la Domenica.
Credevamo che il nostro amore sarebbe stato eterno
e avevamo torto.
Sei divenuta buco nella sofferenza
ed hai pianto disciolta nei dolori più veri.
La tua carne ha vibrato, Madre
e ha dilaniato la nostra.
Bagnate le mani abbiamo avuto
quante volte dalla tua pioggia.
Adesso hai lasciato
nel nostro viso la tua pietra
e sei tornata a dormire
dopo il sudore della vita.
Verremo a trovarti, Madre
senza l’offesa dei fiori che tanto amavi.
Verremo nudi come nascemmo
e sulla terra che sarà letto perenne
della tua dimora nei tempi verremo
è una promessa.
Verremo con i nostri cenci vivi
sulla pelle che ci offrì la tua vita.
Verremo senza fiori, Madre
a restituirti una per una
le gocce salate della tua pioggia
nell’attesa di ricongiungerci nuovamente a te
in un’Eterna Aurora.

IV edizione anno 2004