Gabriella Bortoli

Miraggi

Alla ragnatela della tua voce
si impigliano, a volte,
parole dolcissime,
che scivolano
tra le fessure
della mia quiete
e sradicano alberi.
Ed è tremando che
ascolto le tue mani
tessere sul mio corpo
ricami di solitudine.

I edizione anno 2000

 

Navigherò le tue vene

Navigherò le tue vene
percorrendoti
e ti lascerò salpare.
Non sarò àncora,
ma gómena docile
che attende il porto
in cui sognare.
Non gonfierò le tue vele
né ti sarò catena,
solo il rumore dell’acqua
che, desiderosa,
lambisce la chiglia
sarò.

II edizione anno 2001

 

Cattedrale di San Martino
Non voglio
tu sappia
il dolore
che,
come lesena,
mi percorre
e ripetuto
in mille archetti
di cattedrale
si agita
nelle doppie code
di sirene
e nei mostri,
imprigionati
nelle spirali
di marmo.
Pietra
scalpellata
da mani pazienti
e incisa,
come ora in me
la nostalgia
delle tue.

III edizione anno 2002