Egizia Malatesta

Come nelle favole

Nel bosco degli gnomi,
tra le foglie di mirtillo e di lampone,
un elfo era nato per caso.
Aveva
un vivaio di nuvole negli occhi
e una ragnatela di pietra lo avvolgeva
imprigionandone il volo.
Sedeva solo
presso la sorgente del suo silenzio
dove le parole non hanno voce
e i pensieri diventano sabbia;
qualcuno aveva
rubato la sua ombra
e non riconosceva il sole,
né gli apparteneva l’immagine
riflessa nello specchio dello stagno
increspato appena
da un alito di vento.
L’eco del suo lamento
ammalato di solitudine
mi giunse da lontano:
odorava d’erba e radici amare.
A lungo cercai
nettare e miele per farne pane
e nutrire la sua fame d’amore,
poi chiesi alle fate il dono
di spezzare il sortilegio
ma il pegno era la prova
e l’accettai.
“Sette paia di scarpe ho consumato,
sette pani di pietra mi han nutrito
e non mi guardi ancora!”
Il piccolo elfo non parlava
finché il mio povero cuore impolverato
e il suo
non ebbero un battito solo:
“Vieni, è già l’alba
e l’aria è così pura
che puoi vedere gli angeli!”
…Sussurrai piano.
E l’elfo liberò le ali,
si sciolsero le nuvole
ed egli volò via, sempre più lontano
verso le azzurre profondità del cielo.

Come nelle favole
la notte mi sorprese
a cercarlo tra le stelle
e la luna, quieta, sorrideva.

IV edizione anno 2004

 

Milano stasera…

La corsa frenetica, pulsante
del tempo efficente di questa città
ha scandito le ore
di un altro giorno anonimo,
sfumando soltanto in quel poco
che risale l’onda morbida
di una tenda qualunque
dietro questa mia finestra d’ospedale
e stasera…
Milano stasera ha il respiro
di un vecchio avvolto nel pastrano
che odora di carbone, di treno
e di scadente trinciato toscano.
Ma sotto i lampioni
infila paziente
piccolissime perle di luce
alle trame nere e sottili dei rami
che cadono a caso
da un’ipotesi oscura di cielo.
Milano si è tolta il velo
ed ha il passo lento e seducente
di una prostituta brasiliana
apparsa all’improvviso sul viale.
Indossa una stola
di nebbia leggera
e vi si avvolge lasciva
ogni volta che il brivido dei fili
stesi a mezz’aria
annuncia il lento procedere
del prossimo tram che si avvicina…
E sbadiglia
sulla soglia di un bar ancora aperto,
poi sfiora con le dita
i brandelli di un vecchio manifesto
della Scala… e sorride
riflessa nell’acqua
scura delle pozzanghere,
ma non se ne cura.
Milano stasera
ha tra le mani una conchiglia
trovata chissà dove:
portandola all’orecchio
può sentire il mare;
Milano stasera ha qualcosa…
………….
Tra i fiocchi di neve
che cadono lenti
Milano stasera riposa.

VI edizione anno 2006