Claudio Bellini

La sedia dei papaveri

Emma ha solo i papaveri
come amici
e li pensa anche di notte,
quelle notti che sono più scure,
quando anche le stelle
hanno timore di ferirsi.
Emma conta le attese
che come ragni rigano la gola
di noduli irrisolti
ed i secondi diventano chiodi
dove la ruggine immane comanda.
Emma e le sue gambe
a rotelle,
crisalide rinchiusa nella morsa
della diversità.
Scivola sui vetri
una lacrima fredda come neve,
gelida carezza
di cuore sfregiato.
Oltre la finestra
Emma sogna ancora,
una sedia colma di papaveri
e la corsa di un’ora.

V edizione anno 2006