Alessandro Bertolino

La ragazza della collina
“Puttana!” - Era tutto ciò che suo padre,
a cena, le sapeva dire.
Gente per bene,
col negozio, la villetta.
Lei, con la `500’,
mi scarrozzava su per la collina;
si contavano le stelle e loro,
da lassù, tifavano per noi,
per quelle mani che impazzivano
frenetiche … e molto altro ancora.
Poi si scendeva giù in città.
Piazza Vittorio, illuminata, ci accoglieva;
sembrava ci dicesse: “Entrate,
posate l’auto, rifocillatevi!”.
Noi, ubbidienti, passeggiavamo,
non necessariamente mano nella mano
però, una sola occhiata… ed eran baci
sotto i portici, via Po, via Garibaldi:
fantastici gelati all’Happy Days.
Non mi pareva vero.
Se per caso incontravo qualche amico,
la presentavo fiero
(e diventavo Hemingway,
in quella foto col piede sul leone).
Povera mamma!
L’orecchio sempre attento, la notte,
a quel girar di chiave.
Inutile spiegare, poi:
il mio sorriso ebete
svelava più che mille confidenze.
Non so per quanto tempo il torrente,
il gufo, la quercia udirono
la nostra canzone;
so solo che svanì, a poco, a poco,
come manciata di sabbia
dispersa dal vento,
nel deserto d’amore.

VI edizione anno 2008