Adriana Scarpa

Certo che passano

Oh, passano,
certo che passano
e batticuori
e sbirciate
da dietro persiane socchiuse.
Fuggono via così in fretta
che dell’essere stata fanciulla
resta solo
un sentore di fresco
e l’alito lieve sui muri.
Dopo
è tempo di truccarti il volto
e fare il make‑up
ai sentimenti.
E se un giorno per caso
ti turba un rossore, lo ricacci.
Chi viene a sfidarti
da distanze di secoli?
Bello era il cielo bambino
e l’acerbo del frutto non colto.
Ma più non è tuo.
E se ti sorprendi a pensarci
una alzata di spalle
rimette ogni cosa al suo posto.
Tutto è senza ritorno.
L’incurvarsi di labbra al sorriso,
la doratura dell’aria,
l’arcodolce di mani allacciate,
il brusio dei sogni
alla sera.
Come sassi ormai le parole.
La bellezza è svanita.
Soltanto il muschio e la ruggine
colorano l’antico incanto
di una bella stagione
finita.

II edizione anno 2001