TEMPORALE

Quando qui in campagna il temporale
rovescia improvviso i suoi scrosci
non ha la grinta cattiva dell’inverno;
il fumo dei camini, che ha lo stesso colore
delle nubi, striscia basso sui tetti
poi s’arrotola e si sfiocca;
la pioggia tambureggiante sui vetri
sembra uno sfogo, un fuoco di paglia
che, come le mie ire peregrine,
prelude al sereno.

Non è come la gelida pioggia di città
che cade sulla lenta processione di macchine
tra la danza macabra
delle nere coppie di tergicristalli
e picchia sull’asfalto con schiocchi
che sembrano il freddo messaggio
d’una telescrivente.

Qui l’eco è smorzata
in un dolce mormorio
nel morbido ventre della terra.