PIOGGIA

Questa pioggia che scende lentamente
sono io.

È il mio liquido spirito
che sgocciolando
si disperde poco a poco
nell’arida corteccia del tempo.

È il mio corpo, il mio sangue
che tinge di vivido rosso
le tegole dei tetti
e la linea del tramonto.

Sono le mie umide briciole
che cadono fatalmente
dall’evanescente nuvoletta
della fantasia
e tornano alla scura terra
ch’è la culla e la tomba.

Ma per tutto questo
non è che ti serbi rancore, fratello:
l’arcobaleno che vedi è il mio pegno
d’andarmene in pace.