OSSA

Guardo le ossa spigolose
appena addolcite da un velo
di pelle trasparente
della vecchietta che bisbiglia
il suo rosario
nell’ultima panca della chiesa,
con il cuore che sfugge alle labbra
e vaga furtivamente
per stanze che sanno di chiuso
a rispolverare sarcofaghi
di ricordi.
Ossa di ricordi,
levigate dai flussi e riflussi
di una risacca di nostalgie,
mi rammentano un mondo sepolto
che freme sordamente
se una mano imprudente ne sfiora
la nascosta esistenza.