CANTO DI UN PASSERO FRADICIO

In mezzo agli scrosci di pioggia
e all’afa tenuta prigioniera
da una coltre grigia di nubi sovrastanti
e in mezzo a vaghe e stratificate
sensazioni di malessere, si leva
l’umido canto di un passero fradicio,
unica consolante nota
in questo paesaggio da suicidio,
simile a un garofano rosso
che sbocci inatteso
sopra un mucchio di letame
o a una bianca margherita
tra le pietre di una tomba.
Ma c’è un altro paragone
che mi sono serbato per ultimo,
centellinandolo come un bicchiere
di vin santo a piccoli sorsi
dal calice del subconscio
e adocchiandone di sottecchi
le splendide trasparenze:
questo canto di passero zuppo di pioggia
in una spettrale giornata d’autunno
è il canto di speranza del nostro amore
che si leva indomabile
sulle dune desolate di questa vita
che non aveva e non ha
nient’altro di bello da offrirci.